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ENIGMI

Enigma n.4 ( da Firefox)

"Molti anni fa, ai tempi in cui un debitore insolvente poteva essere gettato
in prigione, un mercante di Londra si trovò, per sua sfortuna, ad avere un
grosso debito con un usuraio. L'usuraio, che era vecchio e brutto, si
invaghì della bella e giovanissima figlia del mercante, e propose un affare.
Disse che avrebbe condonato il debito se avesse avuto in cambio la ragazza.
 
Il mercante e sua figlia rimasero inorriditi della proposta. Perciò l'astuto
usuraio propose di lasciar decidere alla Provvidenza. Disse che avrebbe
messo in una borsa vuota due sassolini, uno bianco e uno nero, e che poi la
fanciulla avrebbe dovuto estrarne uno. Se fosse uscito il sassolino nero,
sarebbe diventata sua moglie e il debito di suo padre sarebbe stato
condonato. Se la fanciulla invece avesse estratto quello bianco, sarebbe
rimasta con suo padre e anche in tal caso il debito sarebbe stato rimesso.
Ma se si fosse rifiutata di procedere all'estrazione, suo padre sarebbe
stato gettato in prigione e lei sarebbe morta di stenti.
 
Il mercante, benchè con riluttanza, finì coll'acconsentire. In quel momento
si trovavano su un vialetto di ghiaia del giardino del mercante e l'usuraio
si chinò a raccogliere i due sassolini. Mentre egli gli sceglieva, gli occhi
della fanciulla, resi ancor più acuti dal terrore, notarono che egli
prendeva e metteva nella borsa due sassolini neri. Poi l'usuraio invitò la
fanciulla a estrarre il sassolino che doveva decidere la sua sorte e quella
di suo padre.
 
Immaginate ora di trovarvi nel vialetto del giardino del mercante. Che cosa
fareste nei panni della fanciulla?
Chi è l'autore?
 

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Le considerazioni di Adam Kolack

Per l'enigma: mi sono scervellato e penso di aver trovato qualcosa di sottile che potrebbe essere la soluzione. Devo però sottolineare che questo comportamento che faccio assumere alla ragazza non può tenere conto di alcuni parametri fondamentali che non influenzano l'enigma stesso, ma hanno influenzato parecchio il mio ragionamento. Ad esempio, non so che tipo sia il padre (magari può scappare essendo timido e sottomesso, oppure può aiutare la figlia a prendere posizione), non so come ragioni il vecchio ricattatore messo di fronte a un problema che non aveva calcolato - con la forza, con l'astuizia...?), non so se piove o c'è bel tepo, non so se è estate ecc... . In ogni modo, abbiamo tre personaggi e alcune variabili, come sempre. Un quarto personaggio è la pietra nera che cade a terra. Una variabile è il sacchetto, ma non mi porta da nesuna parte. Allora ripenso all'enigma precedente, quello dei due vecchi e della strada da ritrovare e mi focalizzo sulle pietre. La pietra che cade, bé cade. Una variabile è la ghiaia. E li non mi riusciva di vedere nulla. Ho sviluppato tutte le possibilità: la ragazza paraventa con padre muto e usuraio scemo, con padre scemo e usuraio furbo, con padre furbo e usuraio furbo e così via... devo dire che il comportamento migliore potrebbe essere quello con padre e usuraio privi di personalitaà: peché la ragazza butterebbe in terra il sassolino, così se nel sacchetto rimane quello nero... bè allora quello caduto non può essere che bianco! Ma questo comportamento è suscettibile di tante cose:

1. l'usuraio attento la butta in confusione e getta il sacchetto in aria: la prova deve rifarsi.

2. L'usuraio furbo incolpa la ragazza di aver fatto apposta la sceneggiata -sarebbe ugualmente colpevole di frode, lui, ma questo comportamento illeggittimo delle ragazza la porrebbe in una situazione comunque imbarazzante la donna e il padre

3. L'usuraio bastardo creerebbe un diversivo e non farebbe mai vedere la pietra nel sacchetto e, anzi, avendo in pugno il padre lo stritolerebbe il giorno dopo! QUINDI:

A. la donna fa cadere intenzionalmente la pietra e dice di controllare la pietra che è rimasta nel sacchetto. Per esclusione, la pietra caduta non può essere che l'altro colore
B. Non sapendo cosa può accadere, forse sarebbe meglio non abusare del fato in una situazione che ti vede soggiogata e inerme in balìa di un fanatico usuraio e con un padre che non può nulla (infatti non è stato in grado di dire nulla, nemmeno un tentativo per sottrarre la figlia ad una pantomima talmente umiliante...). Sarebbe davvero meglio lasciare l'usuraio NON con la bocca amara, tanto è il suo potere nei tuoi confronti.... 

Enigma n.3

Il matematico è fuori città, irraggiungibile, e sua moglie deve aprire assolutamente la cassaforte.

L'unico indizio che ha è un foglietto probabilmente caduto dalla giacca del marito con su scritte le seguenti cifre: 1,2,6,12,60,420,840,... Sicuramente la cifra successiva mancante è la combinazione per aprire la cassaforte, qual'è?

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ENIGMA LETTERARIO n.2

"Metterò ora Griswold alla prova con questo codice." Soggiunse, ammiccando furbescamente verso di me."Un ragazzo sveglio come lui sicuramente non avrà problemi e avrà tempo fino al termine della lezione per risolverlo. Naturalmente, dovrà anche prestare attenzione a quello che dico, perché poi sarà interrogato anche su questo. Il messaggio, Griswold, consiste in sette parole, che ora scriverò sulla lavagna, una dopo l'altra". Andò alla lavagna e scrisse:  artisti  rito riflettori figlio immagini tristi libri

"Queste parole contengono un messaggio, e anche voi altri siete invitati a tentare di decifrarlo. Avrete la sicurezza di esserci riusciti se troverete la risposta giusta, ma io l'aspetto soltanto da Griswold.

" Come tutti avrete notato, le sette parole non hanno nessun significato correlato nell'ordine che hanno, né in nessun altro. Non sembrano avere niente in comune. Si tratta di sei sostantivi e di un aggettivo. Le lettere iniziali non formano una parola nell'ordine dato, né in alcun altro. Nonostante ciò, queste parole contengono un messaggio."

Poi si interruppe, mentre gli altri corrugavano la fronte, prendevano un'aria assorta, e in ogni modo possibile si sforzavano di mostrarsi concentrati in profondi pensieri. Io non mi sforzai nemmeno, ma mi appoggiai allo schienale della sedia con aria annoiata. L'agente si fermò davanti a me e soggiunse: " Parlerò per circa tre quarti d'ora, Griswold. Avrai tempo fino ad allora. Hai capito? ".

" Titoli-astrusi-interpretai-insieme-molto-testualmente" Risposi con sicurezza. " Come hai detto? " domandò quello.

" Ho decifrato questo piccolo codice" risposi " e lo uso per rispondere alla domanda. Titoli-astrusi-interpretai-insieme-molto-testualmente. "

Si fece paonazzo, da roseo che era, naturalmente. Schizzò fuori dall'aula, e nel trambusto che seguì spiegai il codice cifrato agli altri.

Qual'è la chiave del codice?

Chi è l'autore del racconto?

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ENIGMA LETTERARIO n.1

Successe due mesi esatti prima dell'assassinio del presidente John F.Kennedy.

Ero in ufficio con Bulmerson, che quel giorno non sembrava stare molto bene, e con altri due ... Come si chiamavano? Non lo ricordo, ma non ha molta importanza. Li chiameremo Smith e Jones. Era una giornata afosa, nuvolosa e cupa, per niente piacevole, anche se era all'incirca l'equinozio d'autunno che mette fine all'estate. Ma nella zona di Washington l'estate non termina mai bruscamente e nemmeno puntualmente.

Quel giorno di cui sto parlando squillò il telefono e fu Bulmerson, sempre imbronciato, a sollevare il ricevitore. «Adamson's Five and Ten» rispose, pronunciando la frase nel codice del giorno.

Ascoltò senza alcuna espressione, poi riappese il telefono senza dire una parola. Poi si voltò verso di noi, e ansimando un po disse: «Il nostro ragazzo vuole parlarci e dovremo chiamarlo tra trenta minuti, tra le due e trenta e le due e trentacinque. Si tratta di una doppia zeta ».

Era il termine in codice che il "nostro ragazzo" usava quando si trattava di cose della massima priorità. L'ultima volta che l'aveva usato era stato durante la crisi dei missili a Cuba, l'anno precedente, e la conseguenza fu che l'affrontammo con la sicurezza di vincere, iI che fu molto conveniente. Ma questa è un'altra storia.

« Non dimenticare il numero di telefono» lo ammonii. Uno sguardo sprezzante attraversò la faccia sudaticcia di Bulmerson. « Vuoi scherzare? È così semplice che è uno scherzo ricordarlo. Perfino tu riusciresti a ricordarlo. Quanto meno, ci riusciresti oggi. Ti dirò che numero è, e capirai. Comincia col nove ... » . È tutto quello che disse, poi emise un suono a metà tra un colpo di tosse e un rantolo, portò le mani al petto e si accasciò a terra, dibattendosi e contorcendosi. Non erano bruciori di stomaco, quelli di cui soffriva: si trattava di un brutto attacco alle coronarie. Morì in ospedale quella sera stessa. Rimanemmo turbati e storditi. È difficile riprendersi quando succede qualcosa del genere.

Poi fu Smith a darmi un colpo di gomito. Era pallido come un cencio, e non solo per quello che aveva appena visto. Mormorò: « Bulmerson non ci ha detto qual è il numero di telefono ».

Dovevamo pensarci. Nel nostro mestiere è la prima cosa da fare. Diedi un'occhiata all'orologio. Erano le due e trentuno, ci restavano soltanto quattro minuti. «Non preoccupatevi » dissi. « Ci ha detto quanto basta».

Telefonai e trovai il "nostro ragazzo".

Come ha fatto il nostro narratore, ex dipendente dei servizi segreti USA, a risalire al numero giusto?

Quale è il numero giusto?

Chi è l'autore del racconto?

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